Digestione lenta e difficile: la guida per non soffrirne più (risultati immediati!)

Digestione lenta e difficile: la guida per non soffrirne più (risultati immediati!)

Ti sembra che tutto ciò che mangi ti si piazzi sullo stomaco per ore? Dopo i pasti avverti un fastidioso senso di gonfiore? Oppure soffri di reflusso gastroesofageo, acidità o bruciore di stomaco?

Eppure mangi tutto in bianco, niente soffritti e tanti brodini, ma la tua digestione non ne vuole sapere: è sempre lenta e difficile.

Se ti riconosci in queste situazioni, continua a leggere questo articolo.

Ti svelerò il metodo che uso con i pazienti che vengono nel mio studio per questi stessi tuoi problemi e che funziona nel 100% dei casi.

Sei pronto? Cominciamo!

Innanzi tutto, per sbarazzarti della digestione lenta e difficile, devi considerare l’apparato digerente nella sua interezza, e non solo concentrarti sullo stomaco.

Mi spiego meglio.

Immagina l’apparato digerente come un lungo tubo, che lavora come una catena di montaggio. Il buon funzionamento di ogni segmento è fortemente influenzato da come ha lavorato la sezione precedente: se ha lavorato bene, il segmento in questione può svolgere il suo lavoro con tranquillità, se in vece ha lavorato grossolanamente, il nostro segmento dovrà prima sobbarcarsi il lavoro che i lavativi non hanno svolto, e poi fare il suo, con inevitabile affaticamento e prolungamento dei tempi necessari per compiere il lavoro.

Cosa voglio dire?

Che se soffri di digestione lenta e difficile, la prima azione che devi compiere è masticare, a lungo e accuratamente.

Una buona masticazione permette:

  1. di ridurre il bolo alimentare in una poltiglia di materiale finissimo, molto più gestibile da parte dello stomaco
  2. di iniziare la digestione degli amidi, che così non fermenteranno e non ti gonfieranno la pancia.

Piccolo effetto “collaterale” di una masticazione lunga e accurata: se soffri di stipsi, d’incanto sparirà! Quante ne hai provate per risolvere la stipsi? Erbe, tisane, lassativi, acqua calda, fredda e tiepida…..Dammi retta, inizia a masticare e vedrai i risultati!

Ma cosa intendo per masticazione lunga e accurata?

Intendo che devi sottoporre ogni boccone ad almeno 30 masticazioni. Questo è il minimo: 29 è troppo poco, 60 è l’ideale. Inizia a contare quante volte mastichi, chi soffre di digestione lenta e difficile in genere non va oltre le 10 masticazioni. Prendi coscienza, quindi decidi di cambiare abitudine.

“Ma come faccio? Non ci riesco!”

Questa è l’obiezione che spesso i miei pazienti mi rivolgono.

Ti spiego come fare.

Fai il boccone, quindi lascia le posate nel piatto e inizia a contare. Trucco semplice ed efficace. Se mastichi con il nuovo boccone pronto vicino alle labbra, sarai inevitabilmente tentato di ingoiare il prima possibile. Con le posate giù nel piatto, non avrai questa sorta di pressione psicologica e potrai rilassarti e concentrarti sulla masticazione (nonchè sui gusti e gli aromi che si sprigionano dal cibo man mano che viene masticato: i pasti saranno molto più gratificanti!).

Chiarito qual è il primo passo da compiere per liberarti dalla digestione lenta e difficile, andiamo a vedere quali alimenti devi evitare fino a risoluzione del problema, per poi reinserirli tutti gradualmente:

Frutta cruda: è acida e zuccherina al tempo stesso per cui in ambiente acido fermenta con gonfiore, eruttazione acida e aumento delle fastidiose sensazioni da digestione lenta e difficile.

I frutti più a rischio sono: uva, ciliegie, mele, ananas, pesca, melone, cocomero, mandarini, kiwi. Particolarmente controindicate in caso di acidità di stomaco sono le fragole.

Per qualche giorno, elimina la frutta. Poi, quando i fastidi saranno spariti, reintroducila iniziando dai frutti meno problematici: papaia, ricca una molecola antiinfiammatoria, la papaina, e la mela cotta. Se da cruda la mela è controindicata, cotta perde la sua acidità. Non va mai bollita in acqua, ma si cuoce al forno o in una padella antiaderente senza aggiungere liquidi.

Funghi, verza, cavolo cappuccio, broccoli, cavolfiore, sedano, verdure a foglia crude soprattutto lattughe e insalata iceberg: hanno una fibra molto coriacea, che richiede lunghi tempi digestivi e può fermentare, dando fastidiose sensazioni di aria nella pancia e gonfiore.

Melanzane, peperoni, pomodori crudi, patate: per l’alto contenuto di solanina che è irritante. Il pomodoro crudo aggiunge anche l’acidità, quando è cotto nel modo giusto è molto meno problematico. Il sedano ha lo stesso effetto per via della sedanina.

Latte e derivati, incluso lo yogurt sono alimenti complicati da gestire per il fegato, e questo ne rallenta la digestione. In più, stimolano la secrezione di acido da parte dello stomaco.

L’eccesso di alimenti proteici, soprattutto le carni grasse, che rimangono molto a lungo nello stomaco.

Molto importante è il modo in cui l’alimento viene cucinato. Ricorda che l’eccesso di acqua allo stomaco non piace affatto. Pensa a cosa succede quando hai una forte nausea, perché hai fatto indigestione o se soffri di mal d’auto o magari stai incubando l’influenza: se bevi un bicchiere di acqua vomiti, non si scappa. Per questo motivo, mangiare alimenti brodosi o imbibiti di acqua è senz’altro controindicato se soffri di digestione lenta e difficile. Quindi, alla lista degli alimenti da evitare aggiungiamo:

Brodi e minestroni

Pasta riso legumi e verdure bolliti e conditi con olio crudo: durante la bollitura, inevitabilmente avranno assorbito dell’acqua. Se non li asciughiamo mediante ripasso in padella con olio caldo, quest’acqua rimarrà nell’alimento e andrà a diluire i succhi digestivi: la digestione verrà rallentata.

Alimenti insipidi: il sale facilita la digestione. Non va abusato, va scelto rigorosamente integrale e proveniente dal mar Mediterraneo, ma non va neanche limitato eccessivamente, a meno che non ci sia una precisa indicazione del tuo medico.

Alimenti ricchi di grassi: richiedono una digestione lunga.

Il pane non va preso né integrale (troppa fibra) né di farine 0 o 00 (troppo amido fermentabile).

Frutti di mare

Uovo crudo, fritto e sodo, al piatto o alla coque è molto meglio tollerato

Bevande gasate e zuccherate

Caffè

L’acqua va bevuta a piccoli sorsi solo quando hai sete.

Vediamo quali sono invece gli alimenti da utilizzare per liberarti dalla digestione lenta e difficile.

Pasta e riso venere o basmati: cotti molto al dente (a minor rischio di fermentazione rispetto a pasta e riso scotti) e poi “asciugati” dall’acqua che inevitabilmente avranno assorbito durante la bollitura mediante ripasso in padella con olio riscaldato. L’olio soffritto offre anche un ulteriore vantaggio: stimola il lavoro del fegato e del pancreas, per cui gli enzimi digestivi e i sali biliari verranno secreti in modo appropriato, a tutto vantaggio dell’efficienza della digestione.

Pane di grano duro a lievitazione naturale mangiane solo la crosta (la mollica è indigesta) oppure tostalo qualche minuto.

Fra le verdure, le meno problematiche per chi soffre di digestione lenta e difficile, quindi le uniche da usare nei primi giorni, sono la valeriana, l’indivia belga e le zucchine (queste ultime solo se cotte in olio senza coperchio e senza aggiungere acqua). In seconda battuta vengono radicchio, carote e scarola.

Fettine magre di vitello o di pollo o tacchino da predigerire mediante macerazione nel succo di limone. Vanno poi cotte in padella con olio scaldato ed erbe aromatiche (alloro, rosmarino, ecc.), digestive e antiinfiammatorie. Mai cuocerle alla griglia o sulla piastra: a parte lo sviluppo di sostanze cancerogene, questa modalità di cottura indurisce eccessivamente le fibre, che di conseguenza richiedono una digestione più lunga.

Per quanto riguarda il pesce, scegli quelli a più basso contenuto di iodio (tipo la sogliola) se la tua digestione lenta e difficile è dovuta anche allo stress. Sfilettalo e cuoci i filetti come indicato per le carni. Se vuoi il pesce al forno, devi farlo al sale (la barriera di sale impedisce alle fibre di seccare troppo e diventare indigeste) ed accompagnalo con un pinzimonio.

I legumi vanno bolliti con foglie di alloro e poi ripassati in un soffritto di olio, aglio, rosmarino e salvia. Inizialmente, scegli le lenticchie decorticate.

In ogni caso, non mangiare gli alimenti proteici di sera. Richiedono comunque una digestione più lunga e laboriosa, quindi è meglio riservarli ad un momento della giornata in cui puoi contare su un minimo di attività piuttosto che mangiarli per poi sprofondare nel divano.

Ricorda infine che tutti gli alimenti devono essere a temperatura ambiente, né bollenti né freddi di frigorifero.

Vuoi una giornata tipo? Eccola di seguito.

Colazione

  • Mezza tazza di tè kukicha (tè giapponese digestivo e alcalinizzante), pane di grano duro tostato

Pranzo

  • Pasta aglio e olio, petto di pollo macerato almeno dieci minuti nel succo di limone e cotto in padella con olio aglio rosmarino e salvia (oppure, se sei vegetariano, lenticchie rosse bollite con foglie di alloro e ripassate in padella con olio e aglio), insalata di valeriana condita con olio, sale e qualche goccia di succo di limone

Cena

  • Riso venere con zucchine, indivia belga saltata in padella

Come preparare i piatti indicati

Pasta aglio e olio: fai bollire la pasta al dente. In una padella, scalda un fondo di olio con uno spicchio di aglio. Non appena inizia a “sfrigolare”, aggiungi la pasta e saltala su fiamma vivace. Non è necessario che mangi l’aglio se non ti piace: a contatto con l’olio caldo, avrà ceduto i suoi preziosi olii essenziali.

Petto di pollo macerato nel succo di limone e cotto in padella: scalda in una padella un fondo di olio con le erbe aromatiche. Aggiungi il petto di pollo già macerato nel succo di limone e cuocilo senza coperchio. Aggiungi il sale poco prima di spegnere.

Lenticchie rosse bollite e ripassate: sciacqua le lenticchie sotto l’acqua corrente, quindi mettile in pentola con 2 volumi di acqua, il sale  e almeno una foglia di alloro per porzione. Cuoci fino a completo assorbimento dell’acqua. In una padella, riscalda un fondo di olio con uno spicchio di aglio. Aggiungi le lenticchie e saltale su fiamma vivace.

Riso venere con zucchine: cuoci il riso venere al dente. In una padella, scalda un fondo di olio con uno spicchio di aglio. Non appena inizia a “sfrigolare”, aggiungi la zucchina tagliata a fettine sotti e il sale e falla appassire senza coperchio e senza aggiungere acqua. Ti servirà una padella larga e dovrai girarla spesso. Se aggiungi acqua, la assorbirà diventando meno digeribile, se metti il coperchio, assorbirà il vapore acqueo. Deve rimanere croccante. Trasferisci il riso nella padella della zucchina e salta il tutto su fiamma vivace.

Indivia belga saltata in padella: scalda un fondo di olio in una padella. Aggiungi l’indivia belga tagliata a rondelle e cuocila su fiamma vivace con un pizzico di sale, senza coperchio e senza aggiungere acqua.

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