Alimentazione e tumori: tutto quello che devi sapere

Alimentazione e tumori: tutto quello che devi sapere

Alimentazione e tumori: tutto quello che devi sapere

La ricerca scientifica non lascia spazio ad alcun dubbio: 1/3 dei tumori maligni nasce a tavola.

La buona notizia è che allora 1/3 dei tumori maligni si può prevenire a tavola, semplicemente imparando a nutrirsi in modo corretto!

E’ ormai accertato che l’alimentazione influenza non solo i tumori dell’apparato digerente, ma anche quelli degli apparati respiratorio e genitale, soprattutto femminile, compreso il tumore al seno.

“Come è possibile che il cibo che mangia influisca sull’apparato respiratorio o genitale??? Che c’entra???”

Se stai pensando questo, lascia che ti spieghi.

Ogni volta che mangi un alimento, quell’alimento lo andrai a scomporre nei suoi costituenti più semplici che ingloberai nelle tue cellule, che li useranno per costruire le loro strutture quando si replicano, cosa che accade continuamente, e trovano negli alimenti (o non trovano, in base alle tue scelte) ciò di cui hanno bisogno per svolgere le loro numerose e complesse funzioni. Quindi il buon funzionamento di ogni singola cellula del tuo corpo dipende in modo sostanziale da come ti alimenti!

Inoltre gli alimenti stimolano la produzione di ormoni chiave per lo sviluppo dei tumori.

Molto importante in questo senso è il ruolo dell’insulina, l’ormone che permette allo zucchero di entrare nelle cellule per essere immagazzinato. Quando viene prodotta in eccesso, l’insulina stimola la produzione di altri ormoni, chiamati fattori di crescita, che stimolano la replicazione delle cellule tumorali, e di ormoni sessuali, il cui eccesso è alla base dei tumori degli organi genitali.

Quindi, la prima cosa cui devi puntare ogni volta che scegli cosa portare in tavola, è mantenere bassa l’insulina. La sintesi dell’insulina è stimolata dallo zucchero, dalle farine 0 e 00, dalle patate e dal riso bianco in risposta all’aumento della glicemia indotto da questi alimenti. Tuttavia, ci sono alimenti che stimolano direttamente la sintesi di insulina, il latte in primis, e altri alimenti che fanno aumentare la produzione di insulina perché ostacolano il suo funzionamento mediante una “deformazione” della membrana cellulare su cui si trova il recettore dell’insulina. Immagina che l’insulina sia la chiave e il suo recettore la serratura che apre la porta delle cellule per permettere l’ingresso del glucosio ed abbassare la glicemia. Se l’insulina non riesce ad agire bene sul suo recettore, la glicemia non si abbassa: il pancreas, l’organo che produce l’insulina, registra l’iperglicemia ed è stimolato a produrne sempre di più. Questo meccanismo, chiamato insulino resistenza, è doppiamente pericoloso perché le cellule tumorali sono avide consumatrici di zucchero: con la glicemia costantemente alta, banchettano! Questo succede non solo in caso di iperglicemia conclamata, ma anche con glicemia nella norma ma spostata verso il valore più alto della scala di normalità. Gli alimenti che inducono l’insulino resistenza sono quelli ricchi di grassi saturi, cioè carne e formaggi, e quelli che contengono grassi trans, in pratica tutti i cibi industriali. Un ruolo protettivo invece è giocato dal pesce, dall’olio extravergine di oliva e dalla frutta secca, i cui grassi insaturi rendono fluida la membrana cellulare consentendo all’insulina di agire perfettamente sul suo recettore

Tieni presente che gli ormoni della crescita non vengono prodotti solo su stimolo dell’insulina, ma anche in risposta agli alimenti molto ricchi di proteine: i carboidrati a basso indice glicemico e la verdura devono rappresentare i 2/3 del tuo cibo quotidiano, ai secondi va riservata solo una piccola quota, privilegiando pesce e legumi rispetto a carni, formaggi e uova.

“Ma non c’è anche una base genetica?”

Se ti stai facendo questa domanda, ora ti rispondo.

Come tutti gli esseri viventi, l’uomo è il frutto dell’interazione fra il proprio corredo genetico e l’ambiente. L’ambiente influenza l’espressione dei tuoi geni. In pratica, ogni tua cellula possiede un patrimonio di circa 30.000 geni, di questi solo 5.000 sono funzionanti, in biologia molecolare si parla di geni accesi o spenti. Quali geni sono accesi e quali sono spenti, determina le tue caratteristiche: se sei predisposto ad una patologia o meno e, in caso di malattia, se soccomberai o se il tuo corpo sarà in grado di difendersi. Quando una cellula subisce una trasformazione tumorale, può trovare terreno fertile e crescere rigogliosa o può trovare schierate le difese dell’organismo pronte a distruggerla: dipende da quali geni sono accesi e quali geni sono spenti. È stato ormai dimostrato che gli alimenti sono in grado di accendere o spegnere i geni.

La giusta alimentazione è protettiva al massimo se adottata dalla più tenera età, ma non è mai troppo tardi: studi epidemiologici su migliaia di pazienti hanno dimostrato che un cambiamento dello stile alimentare dopo la diagnosi di un tumore, aumenta le possibilità di guarire e riduce il rischio di recidive.

Hai avuto la sventura di ammalarti? Ricorda che le terapie della medicina ufficiale sono le uniche che possono avere successo, e vanno seguite.

L’alimentazione però gioca un ruolo fondamentale nel rendere il tuo corpo un ambiente ostile per le cellule tumorali che sopravvivono alle terapie. Immagina ogni seduta di terapia come un bombardamento: l’alimentazione può agire da “croce rossa” che distribuisce cibo a tutti i superstiti del bombardamento indistintamente, oppure può portare soccorso in maniera più selettiva favorendo le cellule sane rispetto alle cellule tumorali, tutto dipende da come ti alimenti.

Per darti indicazioni semplici e chiare, devi basare la tua alimentazione sui cereali integrali in chicco, il riso integrale biologico, la pasta, il pane di semola o integrale, la verdura (tranne melanzane, peperoni e pomodori per il contenuto di poliamine, che in esperimenti di laboratorio favoriscono la crescita delle cellule tumorali), i legumi, la frutta secca e i semi oleaginosi e piccole quantità di pesce evitando però i pesci di grossa taglia, tipo tonno e pesce spada, e i mitili. La frutta è molto utile in chiave preventiva, ma a malattia conclamata va ridotta.

Gli alimenti da evitare sono: zucchero e suoi sostituti, farine 0 e 00, patate, riso bianco, carni, latte e derivati e tutti gli alimenti industriali.

Con gli alimenti giusti è possibile affrontare gli effetti collaterali della chemio e radioterapia. Vediamo una carrellata di alcuni effetti collaterali e dei possibili rimedi:

Afte nella bocca: sciacqui con acidulato di umeboshi diluito in acqua (un cucchiaio di acidulato in mezzo bicchiere di acqua). Iniziare con uno ogni ora, poi ridurre la frequenza man mano che la situazione migliora.

Infiammazioni delle mucose del tubo digerente: evitare gli alimenti ricchi di fibre e cotti al forno (tipo il pane integrale) perché aumenterebbero l’infiammazione per irritazione meccanica. Evitare anche i cibi troppo ricchi di proteine che acidificherebbero le mucose creando un’irritazione di tipo chimico. Molto utile la crema di riso integrale biologico, ad azione antinfiammatoria (cuocere il riso integrale biologico in 8 volumi di acqua con un pizzico di sale marino integrale, fino a completo assorbimento dell’acqua, poi passarlo al passa verdure). Molto utile per lenire l’intestino è l’alga wakame: crea una mucillagine che va ad “impermeabilizzare” l’intestino, se ne aggiunge un pezzo grande quanto un francobollo al brodo vegetale. Infine, il brodo di miso, piatto tipico della tradizione giapponese, ha la capacità di risanare l’apparato digerente (è stato largamente utilizzato per trattare le enteriti da radiazioni dopo la bomba atomica su Hiroshima), è molto nutriente ed è antinfiammatorio.

Nausea: prediligere alimenti asciutti e un po’ salati (il sapore dolce e i liquidi in eccesso fanno peggiorare la nausea). Come pronto intervento, puoi mangiare qualche mandorla salata, o del pane di semola con un’acciuga oppure dei pezzettini di zenzero.

Diarrea: molto utile il kuzu, amido estratto da una pianta originaria del Giappone. Se ne scioglie un cucchiaino in poca acqua e si aggiunge al brodo vegetale.

Stipsi: fondamentale masticare molto a lungo e accuratamente. Esistono poi alcuni rimedi: sciogliere un cucchiaino di agar agar in un bicchiere di succo di mela limpido, portare a ebollizione e bere tiepido. Molto utili anche i semi di lino, da ammollare una notte in un bicchiere di acqua per estrarne la mucillagine ad azione lassativa. Ricorda infine che la sedentarietà è deleteria: cerca di fare ogni giorno una passeggiata.

Anemia: non puoi affrontarla aumentando il consumo di carne, come suggerisce l’immaginario collettivo, perché aumenteresti la produzione degli ormoni della crescita. Piuttosto, consuma verdure amare e creme di legumi irrorate con il succo di limone, non bere caffè e tè vicino ai pasti e consuma spesso il riso integrale biologico con il miso (prendi un volume di riso integrale biologico a chicco tondo già cotto, un volume di verdure a piacere già bollite e un volume di acqua o brodo vegetale. Cuocere tutto insieme per 20-30 minuti. Al termine aggiungere un cucchiaino di miso sciolto in poca acqua calda).

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Ricette salutari per tutti i giorni

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