Allergie, intolleranze e “presunte” intolleranze

Allergie, intolleranze e “presunte” intolleranze

Sovrappeso, gonfiore addominale, difficoltà digestive.
Attribuirle ad un’intolleranza appare come una facile scappatoia, che deresponsabilizza dal modificare i comportamenti che sono realmente la causa di questi disturbi.
Gli intolleranti non sono più del 4,5% della popolazione (dati della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici) ma una percentuale molto più alta di italiani è convinta di esserlo, anche in base a test diagnostici proposti da strutture private e privi di valore scientifico.

Innanzitutto, impariamo a distinguere un’allergia da un’intolleranza.

Cos’è un’allergia

Un’allergia è una condizione in cui il sistema immunitario reagisce in modo anomalo, percependo come una minaccia sostanze che in realtà sono innocue.

Per quanto riguarda gli alimenti, le proteine sono la componente che più spesso può scatenare questa reazione inappropriata.

Il sistema immunitario attivato rilascia anticorpi che reagiscono con le sostanze contro le quali sono rivolti. Di conseguenza vengono prodotte delle sostanze, ad esempio l’istamina, che sono responsabili dei sintomi dell’allergia.

Cos’è un’intolleranza

Le intolleranze derivano dall’incapacità dell’organismo di digerire un nutriente a causa di una problematica connessa a particolari molecole preposte alla digestione, chiamate enzimi.

Le intolleranze riconosciute dalla scienza medica sono soltanto due (!): l’intolleranza al lattosio e quella al glutine.

La prima è dovuta alla carenza di un enzima, chiamato lattasi, che ha il compito di scomporre il lattosio nei due zuccheri semplici che lo compongono che possono essere assorbiti dalle pareti dell’intestino. Se il lattosio non viene scisso non può essere assorbito e permane nell’intestino dove va incontro ad una fermentazione che è la causa delle manifestazioni tipiche dell’intolleranza.

La celiachia, o intolleranza al glutine, ha un meccanismo patogenetico molto più complesso. In parole molto semplici un enzima, la trans glutaminasi, si lega ad una frazione proteica del glutine, la gliadina, dando luogo a un composto che innesca una reazione autoimmunitaria che danneggia profondamente le cellule intestinali.

Come si diagnostica un’allergia

Le allergie vengono diagnosticate con i test di cutireazione, o Skin Prick Test.

Con l’aiuto di una lancetta si fa penetrare un estratto dell’alimento sospetto nella pelle dell’avambraccio. Se dopo pochi minuti compaiono prurito e gonfiore, il test è positivo.

Un’altro mezzo diagnostico è il Rast test, cioè il dosaggio degli anticorpi specifici prodotti verso l’alimento che scatena la reazione allergica. Se sono presenti gli anticorpi, l’allergia è accertata.

Come si diagnostica un’intolleranza

La diagnosi della celiachia prevede due step. La prima fase è la ricerca nel sangue degli anticorpi anti trans glutaminasi. Se sono presenti, si procede alla biopsia dell’intestino tenue.

L’intolleranza al lattosio si diagnostica invece mediante il breath test, o test del respiro, che analizza la composizione dell’aria espirata dopo aver assunto lattosio. Negli intolleranti è alterata a causa della fermentazione conseguente al malassorbimento intestinale del lattosio.

Come comportarsi dopo la diagnosi

Una volta accertata un’allergia ad un alimento, questo va escluso dalla dieta.

Purtroppo non ci sono né vaccini né farmaci che possano tenere lontano le manifestazioni allergiche.

Sono disponibili però medicinali per alleviare i sintomi: anti istaminici e cortisone. Nei casi gravi, in cui si rischia lo shock anafilattico, bisogna ricorrere all’adrenalina.

Anche chi è intollerante al glutine è obbligato ad una dieta di esclusione: deve abolire per tutta la vita gli alimenti contenenti glutine.

Una piccola raccomandazione: gli alimenti o le miscele di farine per celiaci molte volte rientrano negli alimenti altamente processati o infiammatori. Purtroppo, sono spesso a base di farine raffinate e contengono additivi per sopperire alle performance del glutine durante i processi di lavorazione industriali. Pertanto, i celiaci dovrebbero puntare su cereali e pseudo cereali naturalmente privi di glutine (riso integrale, miglio, sorgo, teff, fonio, quinoa, amaranto e grano saraceno) e alla farine da essi ricavate.

Gli intolleranti al lattosio, invece, non sempre sono obbligati all’esclusione totale del lattosio. A volte la lattasi è ridotta, ma consente la digestione di alimenti con piccole quantità di lattosio.

È importante ricordare che il lattosio è utilizzato come ingrediente in molti alimenti che apparentemente non dovrebbero averci nulla a che fare, come i salumi. Quindi, è importante leggere sempre l’elenco degli ingredienti.

Se non sei allergico né intollerante

Non risulti allergico né intollerante ma gonfiore, digestione lenta e sovrappeso ti affliggono?

La causa di questi problemi risiede nei tuoi comportamenti. Devi prenderne atto se vuoi risolverli.

Attribuire questa sintomatologia a fantomatiche intolleranze non li risolverà alla radice e potrà addirittura arrecarti dei danni: eliminare alimenti senza che ci sia un motivo valido può esporti a carenze di nutrienti.

Senza contare i soldi spesi per una diagnosi senza alcun valore medico-scientifico.

Gonfiore e digestione lenta sono dovuti ad errori nella associazione dei singoli alimenti all’interno di un pasto, alle modalità di cottura e alla scarsa masticazione.

In particolare, questo ultimo punto è cruciale. L’intestino può assorbire solo molecole di una determinata dimensione. Se gli arrivano particelle più grandi, perché non appropriatamente triturate durante la masticazione, l’assorbimento rallenta con più lunga permanenza delle ingesta nell’intestino e conseguenti fenomeni di fermentazione, che creano le tipiche sensazioni di gonfiore e disagio digestivo.

Il sovrappeso? Mi dispiace, ma non ci sono scuse: mangi troppo o mangi male, comunque in maniera non appropriata alle tue caratteristiche fisiche genetiche e al tuo stile di vita.

Fra l’altro le uniche due vere intolleranze non fanno ingrassare, anzi: creando seri danni alla parete intestinale con conseguente malassorbimento dei nutrienti, provocano spesso emaciazione.

Quindi, non cercare fantomatiche intolleranze alimentari ma… impara a mangiare!

Alla larga da questi test

Il mercato pullula di metodi diagnostici privi di valore scientifico, che però fruttano buoni guadagni a coloro che li applicano.

Non vengono somministrati dal Servizio Sanitario Nazionale ma solo privatamente, a spese (ingenti!) del paziente.

I più diffusi sono: test del capello, test kinesiologico, VEGA test, test su cellule del sangue (è quello che più trae in inganno il paziente, convincendolo della sua veridicità perché alla base c’è un prelievo di sangue, ma non ha fondamento scientifico e non è riconosciuto dalla scienza medica), biorisonanza, pulse test, iridologia.

Se sospetti di essere intollerante (al lattosio o celiaco, ribadisco che non esistono altre intolleranze), parlane con il tuo medico che ti prescriverà gli esami diagnostici appropriati.

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