Latte e derivati: fanno bene o fanno male?

Latte e derivati: fanno bene o fanno male?

Sei cresciuto con la mamma e la nonna che ti ripetevano: bevi il latte che ti fa bene, bevi il latte che devi crescere…

Così si è instillata dentro di te l’equazione: latte uguale alimento sano e genuino.
Poi sei cresciuto ed hai letto da più parti che il latte ai grandi fa male.
Dove è la verità?
Facciamo il punto.

Il latte, per come la natura l’ha concepito, è un alimento straordinario. Secondo le leggi naturali il latte è l’alimento della prima infanzia. Nutrendosi esclusivamente di latte i bimbi piccolissimi crescono tanto da raddoppiare il loro peso nell’arco di giorni. E qui già sorge una piccola criticità: il latte induce la produzione di ormoni che stimolano la crescita, ed è giusto che sia così se teniamo a mente la destinazione che madre natura ha dato al latte, cioè alimento esclusivo dei primi mesi di vita. In un adulto questa spinta alla crescita è innocua se le condizioni generali sono buone. Se però ci sono problemi legati all’insulina (che è uno degli ormoni della crescita) o neoformazioni che crescono impropriamente è consigliabile moderare il consumo di latte.

Il calcio

Ti stai chiedendo come fare ad assumere il calcio se devi ridurre il latte? Il latte è senz’altro ricco di calcio facilmente assimilabile. Ma tieni a mente due cose:

  1. Se dovessi coprire il tuo fabbisogno quotidiano di calcio affidandoti solo a latte e derivati dovresti assumerne quantità ben superiori a quelle raccomandate dalle linee guida, con spiacevoli conseguenze su trigliceridi, colesterolo e aumento di grasso;
  2. Il calcio è diffusissimo nel mondo vegetale. Molte verdure, ortaggi, legumi e frutta secca oleaginosa ne sono ricchi. Cavolfiori, broccoli, mandorle, pinoli, solo per citarne alcuni apportano buone quantità di calcio. Per non parlare dell’acqua: bevi ogni giorno la quantità di acqua appropriata per te (la puoi calcolare moltiplicando il tuo peso per 0,03) e non avrai alcun problema di carenza di calcio. Ricorda infine che tutti i pesci con guscio calcareo (gamberi e mitili) insieme ai pesciolini che si mangiano con tutta la lisca (la tipica frittura di paranza) sono una miniera di calcio facilmente assimilabile.

I derivati del latte

Che buoni i formaggi! Tuttavia vanno mangiati in piccole quantità e non tutti i giorni.

Perché?

Sono molto ricchi di grassi del tipo che fanno male, cioè i grassi saturi, che poi provocano l’aumento di trigliceridi e colesterolo (e del peso corporeo).

Le proteine del latte: un ulteriore problema

Le proteine del latte sono di due tipi: le sieroproteine e le caseine. I problemini derivano dalle seconde.

Le caseine, infatti, sono controindicate in caso di disbiosi intestinale, patologie autoimmuni e patologie infiammatorie croniche come ad esempio l’endometriosi o la fibromialgia.

Le caseine sono presenti, oltre che nel latte, anche in tutti i suoi derivati. Se fosse preparata secondo tradizione, la ricotta ne sarebbe priva: infatti in origine si faceva con il siero di latte, che contiene solo sieroproteine e non caseine. Purtroppo, industrie e caseifici sono soliti aggiungere latte o/e panna per aumentare la cremosità del prodotto, apportando così caseine anche nella ricotta.

Il lattosio: quando è un falso problema

Il lattosio è lo zucchero naturalmente presente nel latte. E’ fatto da 2 diversi pezzetti (glucosio e galattosio) uniti fra loro a formare un pezzo più grande. Per digerire il lattosio, nel tuo intestino deve intervenire un paio di forbici che tagli il lattosio nei due pezzettini più piccoli. Gli intolleranti al lattosio sono privi delle forbici. Così il lattosio resta intero, non può essere digerito e va incontro a fermentazioni da cui derivano tutti i fastidi che gli intolleranti al lattosio conoscono bene.

Il latte senza lattosio è stato messo a contatto con le forbici. Quindi, per essere precisi, non è “senza”, è “con” glucosio e galattosio (i due pezzettini più piccoli) che sono già stati separati.

Quindi il latte delattosato è necessario per gli intolleranti al lattosio ma non apporta nessun giovamento a chi non è intollerante: non è più sano né aiuta a dimagrire.

In conclusione

Evita latte e derivati se hai disturbi o patologie legate ad iperinsulinismo, obesità, neoformazioni, patologie autoimmuni e patologie infiammatorie croniche.

Consuma pure il latte (anche tutti i giorni) e i suoi derivati (sempre in piccola quantità e non più di 2 volte alla settimana) se non hai i problemi citati sopra.

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