L’alimentazione per la fibromialgia

L’alimentazione per la fibromialgia

Il quadro clinico tipico della fibromialgia venne descritto già nel ‘500. Si è però dovuti arrivare al 1992 perchè venisse riconosciuta come una vera e propria patologia dall’Organizzazione Mondiale Sanità.
La causa e i meccanismi patogenetici rimangono tuttora per molti aspetti sconosciuti. Quello che si sa, è che alcuni accorgimenti nello stile di vita aiutano a gestire meglio la sintomatologia. Fra questi, ci sono anche delle indicazioni che riguardano l’alimentazione.

L’alimentazione per la fibromialgia

L’alimentazione ha il potere di amplificare o ridurre i sintomi della fibromialgia. La prima raccomandazione è mantenere il peso ideale, o recuperarlo se si è sovrappeso. Non solo  chili di troppo peggiorano i sintomi, ma è stata accertata una maggiore incidenza della fibromialgia fra le persone sovrappeso e obese. Oltre a tenere sotto controllo il peso corporeo, segui queste indicazioni.

Abolisci gli zuccheri semplici

Lo zucchero che aggiungi al caffè, i dolci, i biscotti, il pane e i prodotti da forno preparati con farine tipo 0 e doppio 0, le bevande industriali…tutti questi prodotti provocano un repentino aumento della glicemia, cui segue un’altrettanto intensa secrezione di insulina che, quando è in eccesso, ha il potere di scatenare una reazione infiammatoria che può far peggiorare il dolore.

Inoltre, scegliere un’alimentazione a carico glicemico controllato ti aiuterà a tenere a bada un altro sintomo tipico della fibromialgia, cioè la stanchezza cronica. Funziona così: il cervello è il primo organo che trae vantaggio da una dieta priva di zuccheri semplici. Questo organo, infatti, si nutre di glucosio e, per funzionare bene, ha bisogno di un approvvigionamento lento e costante. Quando mangi alimenti contenenti zucchero o farine tipo 0 o doppio 0, provochi un repentino aumento della glicemia che induce l’insulina a togliere rapidamente dal sangue lo zucchero in eccesso. Di conseguenza, al cervello non arriva più zucchero e si manifestano la stanchezza, le difficoltà di concentrazione e i problemi di memoria. C’è un altro piccolo dettaglio: sai come fa l’insulina a togliere lo zucchero dal sangue? Lo trasforma in grasso che va a depositare nel tuo corpo!

I prodotti contenti zucchero e farine raffinate cotti al forno possono aggravare la sintomatologia dolorosa anche perchè sono in grado di danneggiare la struttura dei tendini. Durante la cottura in forno, gli zuccheri si legano alle proteine e ai grassi formando i così detti AGE, o prodotti della glicazione avanzata, i quali si depositano nelle articolazioni e danneggiano le fibre di collagene ed elastina, costituenti essenziali dei tendini e delle strutture articolari. Non a caso, l’esclusione degli zuccheri semplici e delle farine raffinate e la fortissima riduzione dei prodotti da forno sono raccomandati anche nell’alimentazione per l’artrosi e l’artrite, al fine di ridurre il dolore.

Se vuoi capire come scegliere i carboidrati, scarica la mia Guida alla Corretta Alimentazione.

Inserisci i probiotici nella tua alimentazione

Secondo alcune ricerche, i batteri che popolano l’intestino potrebbero avere un ruolo sui sintomi e sull’insorgenza della fibromialgia. Quindi, è fondamentale correggere eventuali disbiosi. Per ripristinare il corretto equilibrio fra le popolazioni batteriche che colonizzano il tuo intestino, non farti mancare gli alimenti probiotici. Devi però scegliere gli alimenti contenenti microrganismi capaci di superare la barriera acida dello stomaco e di arrivare vitali nell’intestino. Per esempio, puoi consumare:

  • Il kefir, bevanda a base di latte fermentato da batteri e lieviti probiotici;
  • Il tè kombucha, tè fermentato;
  • Il miso, prodotto tipico giapponese ottenuto dalla fermentazione della soia; si usa per preparare zuppe di verdura;
  • I crauti, ottenuti dalla fermentazione del cavolo cappuccio. Oltre ai probiotici, apportano acido folico e vitamina K;
  • Il tempeh, prodotto indonesiano ottenuto dalla fermentazione della soia. Molto ricco di proteine, può sostituire la carne rossa, che va invece limitata.

Evita gli alimenti pro infiammatori

Presta particolare attenzione ai seguenti alimenti:

  • La carne rossa. Determina la sintesi di sostanze che peggiorano lo stato infiammatorio e quindi la sintomatologia dolorosa; si invece alla carne bianca.
  • Il latte. Stimola potentemente la secrezione di insulina.
  • L’eccesso di sale. Aggraverebbe la tendenza al ristagno linfatico tipico dei pazienti fibromialgici. Scegli il sale marino integrale del mar Mediterraneo che, oltre al cloruro di sodio, contiene altri minerali utili, come il magnesio.
  • Il glutammato. Si trova nei dadi da brodo, negli insaporitori (ketchup e salse varie) e nei piatti pronti. Blocca i recettori nervosi inibitori del dolore aggravando la sintomatologia.
  • Le solanacee. Patate, pomodori, melanzane e peperoni contengono solanina, che ha effetto irritante e aumenta il dolore. Via libera, invece, a tutti gli altri vegetali.

Fai il pieno di omega 3

Questi acidi grassi, oltre a fare tanto bene al sistema cardiovascolare, sono capaci di ridurre la formazione delle molecole infiammatorie, e di conseguenza il dolore. Per farne scorta, consuma regolarmente:

  • Il pesce. Mangiando pesce almeno 3 volte alla settimana, ti assicuri la giusta dose di acidi grassi omega 3. Prediligi alici, sarde e sgombri.
  • La frutta secca. Oltre agli acidi grassi polinsaturi, apporta anche proteine, minerali e fibra.
  • I semi di lino. Sono un’ottima fonte di omega 3, a patto di macinarli al momento del consumo, per aumentarne la capacità di assimilazione. Puoi anche utilizzare l’olio da essi ricavato: un cucchiaino al giorno è sufficiente, tanto è ricco di omega 3. È però estremamente deteriorabile: deve essere venduto, e poi conservato a casa, in bottiglia di vetro scuro e a temperatura di frigorifero.

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“Ho iniziato il mio con la Dott.ssa Gallotta con l'obbiettivo di imparare a mangiare, attratta dal suo metodo "Non stare a dieta, impara a mangiare!" La consiglio vivamente perché ho imparato a seguire un alimentazione sana, funzionale e bilanciata senza tante rinunce. Il mio corpo e la mia mente mi ringraziano!”
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“Mi ero rivolta ad altri nutrizionisti in passato ma non riuscivo mai a portare a termine i vari percorsi, drastici e tristi: tutto bollito e scondito. Con la dottoressa Gallotta ho imparato i giusti abbinamenti, a fare pasti completi e soprattutto ho ricominciato a cucinare come faceva mia nonna. Ho finalmente perso i chili di troppo e riesco a mantenere il peso senza sforzi. Grazie Dottoressa! ”
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“Quella della dottoressa non è una "dieta" ma una rieducazione alimentare. Facendoti abbandonare i concetti di dieta, sgarro e conteggio calorie, ti porta per mano al tuo obiettivo. Se vi volete bene e volete fare un regalo a voi stesse, provate la dott.ssa Gallotta e non ve ne pentirete! E come dice sempre la dottoressa: "Non stare a dieta, impara a mangiare!"”
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